“Ho sempre pensato” disse Sophie “che se l’amore avesse un profumo, sarebbe senza dubbio il profumo del pane caldo”.
Sophie è una ragazzina che possiede un talento raro, quello di credere nelle cose straordinarie e di non volere abbandonare nel vuoto nemmeno la più remota delle possibilità. Vivendo di questa certezza, sorretta dall’amore incondizionato del suo tutore Charles, Sophie trascorre in serenità la sua infanzia, vagando incondizionatamente alla ricerca delle tracce che sua madre ha lasciato all’interno della sua esistenza. Madre e figlia erano infatti rimaste vittime di un naufragio quando la piccola aveva un anno e la piccola si era salvata dai flutti in burrasca grazie alla custodia di un violoncello, che le aveva fatto da scialuppa. Charles Maxim, un altro dei naufraghi, si era accorto di lei e l’aveva presa in salvo con sé.
Nel breve romanzo Sophie sui tetti di Parigi, in quello che poteva sembrare il più improponibile dei rapporti educativi - tra un dinoccolato giovane signore amante esclusivamente dei libri e una neonata - sia Charles che Sophie trovano la loro strada, in una allegra condivisione delle rispettive stranezze e nella totale incuranza delle norme borghesi. I loro pasti non sono mai una preoccupazione primaria, mangiano senza stoviglie né posate, ‘apparecchiando’ i libri dei quali la loro casa trabocca. Comunicano scrivendo sulla carta da parati. Sophie indossa pantaloni e non vaporosi abiti da giovinetta. Alla ragazzina, per il suo dodicesimo compleanno, Maxim regala una corsa in calesse sotto una pioggia battente mentre si abbuffano di gelato! Agli occhi dello Stato, ovviamente, un rapporto famigliare così poco convenzionale non può essere tollerato e quindi la ragazzina e il suo tutore non rimane che scappare, senza quasi nemmeno fare le valigie, dall’Inghilterra. Si dirigono, ma non semplicemente per una questione di distanza geografica, in Francia: l’unica indicazione che resta a Sophie di sua madre fa riferimento infatti a Parigi.
A Parigi i due si metteranno quindi alla ricerca dell’amore perduto di Sophie: della sua mamma, che sapeva suonare il violoncello come nessun altro. Della sua mamma, che era stata il rifugio dove prendere fiato per tutti gli anni dell’infanzia. E Sophie lo farà nell’unico modo che le è proprio: con la musica, l’unica certezza che la leghi a quella donna che conobbe per un anno soltanto. Sophie si inerpica quindi ogni sera sul tetto dell’albergo in cui risiede insieme a Charles... e suona il suo violoncello. Con un panino all’uvetta stantio nella tasca, senza scarpe e sporca di fuliggine, Sophie suona. L’amicizia con Matteo - che sui tetti ha fissa benché per sua natura mutevole dimora - la porterà a poter guardare dall’alto tutta la città, a udirne tutti i rumori e tutte voci. Fino a sentire, una sera, suonare in lontananza il Requiem di Fauré in tempo tagliato. L’impronta indimenticabile di sua madre.
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| (via www.conlemaninpasta.com) |
Baguette
(per 3 pezzi)
250g di farina 0
250g di farina 00
50g di lievito madre secco
10g di sale fino
280-300ml di acqua tiepida
Preparazione.
Mettere la farina insieme al lievito e al sale nella ciotola dell’impastatrice. Versare l’acqua pian piano, avviando l’impastatrice a velocità bassa. Quando si sarà raggiunta la giusta consistenza (appiccicosa, ma lavorabile), aumentare fino alla velocità media. Far proseguire fino a che l’impasto non sarà omogeneo e potrà essere raccolto in una palla liscia. L’impasto deve essere soffice, elastico, ma non troppo appiccicoso.
Sistemare la palla di pasta in una ciotola, coprirla con un canovaccio e metterla a lievitare in un luogo tiepido per circa 90 minuti. Dovrà raddoppiare il suo volume.
Una volta lievitata, sgonfiare la pasta con le mani lavorandola su un piano infarinato, poi dividerla in tre parti uguali, ognuna delle quali dovrà essere allungata nella classica forma della baguette.
Sistemare le baguettes su una teglia da forno rivestita di carta da forno. Bagnare un panno pulito con acqua molto calda, strizzarlo, e metterlo sopra le baguettes. Lasciarle riposare così, lontano da eventuali correnti, per 20 minuti.
Accendere il forno a 200°C. Prima di infornare le baguettes, inciderne la superficie con uno o più tagli. Infornare e cuocere per 30 minuti, sino a che saranno dorate in superficie e croccanti. Sollevandole e battendole sotto con le nocche si deve sentire un suono ‘vuoto’.
Lasciar raffreddare il pane su una griglia per almeno 15-20 minuti prima di servirlo, tagliato a fette.
Si conserva bene per 2-3 giorni (oppure si può congelare).
(“Csaba bon marché”, C. Dalla Zorza, Luxury Books)
